Dahlia Studios
Dahlia Studios è uno studio di architettura fondato nel 2015 da Stefano Piccinini e Simona Alesi.
Lo studio si identifica per un approccio che fonde i principi Wagneriani del Gesamtkunstwerk (opera d’arte totale) applicati all’architettura e al design, combinati ad un livello estremo di personalizzazione progettuale.
Ogni opera è ideata per rispondere in maniera unica e specifica alle esigenze e alla personalità di chi la vivrà, con un’attenzione alla ricerca tecnologica, stilistica e funzionale del progetto architettonico.
La filosofia del Dahlia Studios si basa sulla creazione di ambienti che non solo rispondono alle necessità pratiche dei committenti ma che si armonizzano in modo fluido con il contesto circostante, unendo nelle fasi di progettazione architettonica il design degli interni e la progettazione del paesaggio, con un approccio artigianale autentico e una vocazione nella valorizzazione di materiali naturali.
Una progettazione integrata e coerente, dove ogni elemento – dalla struttura all’arredamento, fino al paesaggio circostante – è concepito come parte di un unico linguaggio progettuale, con l’obiettivo di creare spazi che non solo soddisfino le aspettative dei committenti, ma che si trasformino in esperienze sensoriali complete.
Il Dahlia Studios grazie a questa poliedricità progettuale ha ricevuto negli anni diversi premi e menzioni d’onore, sia a livello nazionale che internazionale, tra i quali Festival international de Jardins de Métis (Grand-Métis, au Québec – Canada), Festival del Verde e del Paesaggio (Roma – Italia), Contest “Mulini e Pastifici 1875” (Italia), oltre che varie pubblicazioni e collaborazioni in riviste e influenti portali e pagine social di settore (Young Italian Architects 2018 – PresS/T Letter, Best Morpholio Traces)
MANIFESTO:
Come ciuffi d’erba a Leimert Park, siamo fermi da quasi un secolo vegliando accidiosi sulla carcassa mefitica di quel che resta della Dahlia riconciliatrice di tutte le arti…
L’Architettura dopo un secolo di stasi dogmatica, ripetitiva e meccanica, standardizzata, industrializzata, senza più una minima traccia di arte nelle vene e privata totalmente di uno spirito edonistico, come la Dahlia che grida giustizia, vuole degna sepoltura, vuole risorgere!
La sua anima chiede vendetta verso coloro che con occhiali tondi, sigari fumanti in bocca ed ego da star, seppero cavalcare come delle perfette valchirie, i prodotti più arditi dall’industria, generando il vero ed unico paradigma del XX sec.
Il suo spirito commisera coloro che autodefinendosi iconoclasti , dopo un secolo, continuano a martoriarla, preferendo un modello stilistico tanto sovversivo quanto dannoso, passato e fuori moda.
Johnsoniani, Lecorbuseriani, progettano, copiano e poi rinnegano i loro padri, i loro idoli, cercando di distaccarsi finalmente da essi, senza però il supporto delle idee e soprattutto del buonsenso, con la pervicacia di chi non impara la lezione dal passato.
Le Gabbie culturali sono servite, sono ben salde, le abitiamo credendole loft graziosamente arredati, puri, liliali … e BIANCHI!
Il fondamentalismo geometrico ci ha inglobati, non abbiamo reale identità, siamo una generazione di cloni, partoriti e ammaestrati nelle università gestite anch’esse da cloni.
Rimaniamo ancora fermi come i ciuffi d’erba a Leimert Park mentre la Dahlia continua a morire schiacciata dal prodotto vanaglorioso dei figli e dei nipoti dell’industria, dello standard e dell’onanismo.
Basterebbe poco per liberarci dallo schiavismo ideologico architettonico industriale, e tornare ad essere servi leali della Dahlia.
Basterebbe poco a “ruotare” ed osservare da “differenti posizioni” come gli attuali paradigmi imposti, possano modificare, generando un modello nuovo, sano e che abbia fini adatti alla natura e all’uomo
La Dahlia non sarà più industria, la Dahlia non sarà più standardizzazione ed espressione dell’egotismo dell’ideatore…
La Dahlia risorgerà e sarà la riunificatrice delle arti, rispettando e distaccandosi totalmente dai passati paradigmi, con i soli fini edonistici, alessandrini e biofilici che l’uomo ha sempre abbracciato e per sempre esigerà.
"Qualità significa fare le cose bene
quando nessuno sta guardando"
[Henry Ford]
