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L’effetto Cocooning (7 punti progettuali)

  1. ingl. [der. di (to)cocoon«proteggere come in un bozzolo»]

L’Autunno è arrivato, le giornate si accorciano, il cielo sereno inizia a cedere il passo alla pioggia, il fascino del cocooning viene fuori.
Ma cosa è l’effetto cocooning e come può essere creato o enfatizzato grazie al design? 

Il cocooning effect è quello stato fisico e mentale in cui ci chiudiamo in casa, lontani dalle incombenze quotidiane, chiudendo fuori dalla porta lo stress e il caos della società odierna.
Per generare al meglio l’effetto coconing ovviamente non basta chiudersi nella propria dimora ma serve allestirla con arredi, materiali, luci e dettagli vari così da renderla come un “bozzolo” ricco di confort e benessere.

Il soggiorno è così che diventa una sala cinema, la cucina diviene un luogo di sperimentazione e condivisione, una poltrona posta vicino ad una grande finestra su un bel panorama si trasforma in una sala lettura e la camera e il bagno possono mutare in delle vere e proprie spa.

Come realizzare al meglio tutto ciò, ed enfatizzare questo effetto straordinario?
Noi abbiamo proposto 7 punti progettuali, che possono essere seguiti anche da chi non è del mestiere:

  • Personalizzazione: Saper comprendere con empatia il gusto del committente è essenziale, dalla personalizzazione e dalla comprensione dei gusti dei nostri clienti passa tutto. La standardizzazione legata all’essere umano è ormai parte del passato (non ci annoieremo mai di dirlo), per questo il primo punto per una buona progettazione è concentrarsi sulle caratteristiche dei committenti, far leva sui loro gusti per generare il maggior carico emotivo e ritagliare un progetto cucito perfettamente addosso ad essi.
  • Colori desaturati e Materiali Naturali: Una volta individuato il gusto del cliente si dovrà scegliere la gamma dei colori e dei materiali. Per quanto riguarda la gamma cromatica si potrà progettare un ambiente scuro o chiaro, ma di certo la scelta dovrà ricadere sulla desaturazione dei colori e sulla loro “polverosità”, evitando di introdurre pareti con colorazioni pure.
    Contemporaneamente alla scelta dei colori, i materiali dovranno essere scelti per equilibrare le cromie, prestando attenzione alla selezione degli stessi che dovranno essere il più possibile naturali, coerenti con il contesto in cui sorgerà il progetto.
    Così, ad esempio la scelta di pavimenti in legno per le baite o per le cascine saranno molto indicate anche per la loro capacità di risvegliare il senso olfattivo e uditivo.
  • Spazi Compatti e Ampie finestre: La progettazione spaziale, assieme al progetto cromatico/materico, è essenziale. Per un buon effetto cocooning dovremmo creare degli “angoli di confort” da custodire rispetto agli ampi open space della casa, preferibili in una progettazione contemporanea, ma che in genere tendono a rovinare il cocooning effect.
    Quindi nel caso di progetti di nuove residenze dovremmo impegnarci in fase progettuale a riservare questi angoli nelle zone in cui sorgeranno le finestrature più ampie che aprano possibilmente su un panorama degno di nota.
    Immaginate di godervi un temporale in questi angoli di casa, avvolti da un plaid mentre si sorseggia una tazza di tè riscaldati da un caminetto acceso? Wow!
  • Il Caminetto, l’udito e l’olfatto: Progettare un interno non significa solo progettare la forma e i materiali, ma saper generare le migliori sensazioni andando a toccare tutti e cinque i sensi. Per questo motivo come già accennato un ruolo fondamentale è svolto dal caminetto e da una fiamma viva scoppiettante in generale. Wright tendeva inserirlo non a caso in quasi tutti i suoi progetti, tirando in ballo anche il principio del tokonoma giapponese. Noi semplicemente crediamo che il caminetto sia uno dei migliori complementi di arredo per generare sensazioni piacevoli anche nel senso olfattivo (con l’odore di legna appena tagliata pronta per ardere) e ancor più nel senso uditivo con il rumore rilassante del fuoco che scoppietta.
  • Arredi tattili e avvolgenti: Generalmente la scelta degli arredi sono un punto cardine per una buona progettazione.
    Nel raggiungimento del massimo livello di cocooning faremo una considerazione distinguendo gli arredi “fissi” e gli arredi “mobili”. Per i primi (ad esempio cucina, pareti attrezzate ecc.) noi del Dahlia Studio optiamo per realizzarli con materiali naturali, possibilmente utilizzando un design minimal e pulito, così da avere un bilanciamento con gli “arredi mobili”, che secondo il nostro avviso dovrebbero essere avvolgenti, pesanti, realizzati con stoffe o materiali tattili, dai colori anch’essi desaturati (tornando all’esempio della poltrona degli angoli panoramici)
  • La giusta scelta delle Luci: Una delle componenti progettuali che quasi tutti gli studi di architettura tralasciano o lasciano progettare a terzi è la progettazione del comparto illuminotecnico. Non occorre dire che tale progettazione, secondo noi, dovrebbe andare di pari passo alla progettazione spaziale e cromatico/materica, per il semplice motivo che grazie alla luce (artificiale) saremo in grado di perfezionare l’opera e l’effetto scenico nelle ore notturne. La progettazione dei tre livelli gerarchici di luce: luminosità ambientale, luminosità focale e gioco di bagliori, sono essenziali per rendere perfetto ogni progetto.
    Disegnare la luce, quindi utilizzando effetti indiretti, dimmerabili con componenti di luci focali, sono essenziali per dare un’ampia versatilità di effetti che potranno essere settati in base all’attività della casa o in base allo stato d’animo dei fruitori della stessa.
  • Dettagli e Pezzi Unici: Per completare al meglio l’opera, la scelta dei dettagli e dei pezzi unici risulta infine fondamentale. Per questo ultimo punto si rimanda al primo, la personalizzazione, che è essenziale per inserire all’interno di ogni progetto i “pezzi unici” che dovranno rendere unico l’ambiente. Quest’ultimi dovranno essere scelti secondo le necessità e i gusti dei committenti, saranno degli oggetti o dei complementi di arredo che addirittura potranno da soli creare l’effetto cocooning. Le opere d’arte sono un esempio di “pezzi unici” che possono creare ciò, come anche una vasca di design, un angolo con vasi e piante selezionate dal cliente o un pezzo vintage.

Per concludere ribadiamo l’importanza del primo punto, la personalizzazione, che dovrebbe regolare ed ispirare al meglio tutti gli altri sei punti da noi sintetizzati, per far sì che ognuno di noi possa comprendere l’importanza del design per generare sensazioni positive e rendere la casa il miglior posto dove desiderare di stare.

All rights reserved – Dahlia Studios ©Copyright 2024

Varie sfumature di Giappone – What’s Izakaya?

L’ultimo locale in ordine temporale progettato dal nostro studio, attualmente in fase di ultimazione, sarà un Izakaya, una tipologia autentica di locale giapponese ad oggi ancora inconsueta da trovare nella nostra penisola (eccetto alcune eccezioni). Oggi in attesa che il progetto venga terminato e svelato vogliamo descrivere le caratteristiche principali che contraddistinguono un autentico Izakaya da un generico locale giapponese. 

Il termine izakaya deriva dalle parole “I” per sedersi e “sakaya” per negozio di sake, quindi il termine si traduce approssimativamente in “seduto nel negozio di sake”.

Gli izakaya sono però molto più di un semplice bar giapponese: in Giappone vengono tradizionalmente serviti piccoli piatti per godersi l’alcol, che non sono in alcun modo inferiori ai piatti dei ristoranti giapponesi in termini di qualità e aspetto. Qui i viaggiatori possono provare varie delizie culinarie e farsi un’idea della cucina giapponese.

Per poter provare quanti più piatti possibili, di solito vengono servite piccole porzioni, che vengono condivise tra loro. Pertanto, gli izakaya sono spesso indicati come “tapas bar giapponesi”. 
In origine erano dei ristoranti rustici molto piccoli, spesso non più grandi di un accogliente soggiorno. All’inizio si trovavano principalmente nei quartieri popolari. I lavoratori si incontravano lì per concludere la lunga giornata bevendo e mangiando insieme. La sensazione del soggiorno e l’intimità si riflettono anche nel togliersi le scarpe, cosa non insolita in una lunga serata nell’izakaya.

Un izakaya tradizionale reso celebre dai film di Kill Bill, ad esempio, si può ammirare a Tokyo: il Gonpachi Nishi Azabu in stile Edo (Kill Bill vol1 – massacro degli 88 folli).

Tokyo - Gonpachi Nishi Azabu
Scena Kill Bill Vol.1

Il bar giapponese Izakaya sta godendo di una crescente popolarità non solo in Giappone, ma anche a livello internazionale. Da New York City a Berlino a Sydney, i pub giapponesi stanno aprendo, sia in design rustico tradizionale che in varianti moderne.
Per quanto riguarda il nuovo locale da noi progettato non resta che aspettare qualche altro giorno per svelarlo.

All rights reserved – Dahlia Studios ©Copyright 2023

Amore per i Dettagli – gli schemi di posa (Parquet)

Nella scelta dei parquet spesso i progettisti e i proprietari degli immobili si interessano solo all’essenza del legno e del suo colore, senza tener conto di un’altra componente fondamentale, lo stile di posa! 
Come diceva Leonardo Da Vinci “I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio”, per questo motivo non vogliamo tralasciare niente e condividere alcuni stili di posa che preferiamo valutare e utilizzare nelle nostre realizzazioni.
Ricordando che non esiste uno stile bello o brutto, trendy o demodé, ma esiste solo il giusto stile di posa e la giusta essenza per la giusta idea progettuale che vogliamo creare.

Definiamo la nostra lista da non considerarsi come rigida, poiché può essere estesa a fusioni tra stili di posa o nuove composizioni originali:

Posa a “Tolda di Nave” anche detta “all’Inglese” è la più utilizzata e quella che realizzerebbero i posatori se non hanno direttive specifiche dagli architetti o dai committenti. Consiste semplicemente nel disporre i listoni o le assi in legno sfalsandole tra di loro in modo irregolare.

Lo stile a Spina pesce si differenzia principalmente in due tipologie apparentemente simili, ma stilisticamente molto differenti.
Lo stile a “Spina Pesce Italiana” è consigliato in ambienti di dimensioni ridotte, possiamo ricorrere a questo schema per far percepire più ampi gli spazi.
Oltre ad abbinarsi bene con un ambiente classico e raffinato, questo tipo di posa contribuisce, grazie alla ripetizione simmetrica ed alle diagonali che si creano, ad impedire una perfetta percezione dello spazio e delle dimensioni degli ambienti in cui ci si trova. Per questo gli ambienti risulteranno più grandi. 
La spina pesce italiana può anche evolvere in spina pesce doppia o tripla.

La “Spina traversa” o “Spina Pesce Ungherese” si differenza da quella italiana perché il taglio di testa del listello è realizzato con un angolo di 45° in modo da infondere al pavimento un aspetto più dinamico e schiacciato nella prospettiva.
Può evolvere anche in “Spina Pesce Ungherese Chiusa”, o in “Spina Pesche Ungherese con Fascia”

Spina Pesce Ungherese

 

La posa a “Cassero regolare” è un sistema di posa che consente di disegnare geometrie molto regolari e moderne. In questo caso dovremo utilizzare assi a larghezza e lunghezza costanti, che solitamente vengono disposte nel senso della lunghezza così che tutti gli incastri di testa corrispondano, in modo da formare righe alternate nella mezzeria o in posizione costante rispetto alle liste della fila precedente.
Gli si può donare un po’ più di dinamismo variando sulla variante “Elle”.

 

Lo stile “Dritto Accostato” seppur poco utilizzato è uno dei nostri preferiti poiché riprende lo stile di posa delle imbarcazioni di lusso, contraddistinte da questa posa che, se fatta come si deve, richiede listelli stretti e molto lunghi (anche fino a 180 cm di lunghezza). In questo modo ogni asse viene affiancato alla precedente a comporre una fila che sarà poi parallela alla precedente e alla successiva.
Risulta poco utilizzato soprattutto per l’elevato costo delle doghe che devono essere selezionate vista la loro lunghezza e necessitano anche di più complessa cesellatura. Non consigliamo l’uso di questa posa, adattandola con doghe che non rispettano la sopra espressa descrizione.
Due varianti meno pure ma più dinamiche di questa posa sono  il “Dritto Sfalsato” e  “Dritta Accostata Incrociata”.

Posa dritta accostata

 

Dalla posa da noi definita “Dritta Accostata Incrociata” si può variare in una posa a se stante, molto usata in contesti classici, stiamo parlando della posa “A Quadri” che si ottiene incrociando le doghe  di uguale lunghezza e larghezza in cluster alternati ruotando la direzione delle doghe di 90°.

Lo stile di posa “A Scaletta” e “A Scaletta Doppia” ha la particolarità di poter essere abbinata e combinata con altri stili di posa. In genere possono essere create delle fasce in stile “a scaletta” per interrompere l’andamento di pose più regolari in grandi spazi, o nelle zone di passaggio tra stanze. Adatta anche per perimetrare ampie stanze con un arredo classico o comunque ricco di dettagli.

 

Posa in opera parquet con posa "a scaletta" (a bordo) mista alla posa "Spina Pesce Italiana" e "A Tolda di Nave" (sotto la zona finestrata) - crediti Cizeta Parquet

 

Infine possiamo anche descrivere alcune pose più complesse ma molto utilizzate.

La posa “A Canestro” prevede un intreccio tra dei listelli che incorniciano un esagono centrale.
Il disegno vuole ricordare le trame dei cesti intrecciati a mano nella tradizione veneta.

Lo schema di posa “A Cubo” riprende il classico pavimento di molte chiese rinascimentali ed affascina per la capacità di generare una tridimensionalità mutevole, in base a come lo si guarda. 
Dalla composizione di tre rombi, ripetuti simmetricamente, emergono dei cubi tridimensionali, resi ancora più realistici dal gioco di venature del legno.

L’elegante motivo “A Intreccio”, tipico dell’arte medioevale, viene reso contemporaneo in questo schema di posa. Una volta posati, rettangoli e quadrati, danno vita ad una illusione ottica: dei nastri di legno che si intersecano sovrapponendosi e poi infilandosi sotto ad altri nastri. 

Possono esistere numerosi anzi infiniti stili di posa, questi da noi descritti sono quelli maggiormente utilizzati e proposti nei nostri progetti (vedi altri stili di posa nelle immagini seguenti).
Quello che importa è non tralasciare la scelta della posa, che risulta fondamentale insieme alla scelta del colore e al tipo di essenza, per donare un aspetto coerente con l’intero progetto di design dell’interno.

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Medoc, design: Michele De Lucchi – Listone Giordano
Slide, design: Daniele Lago – Listone Giordano
Carlo Apollo e i suoi parquet "Artistici"