Prossimamente presenteremo la nuova residenza-studio della influencer del beauty Ksenia Okis, fondatrice di Okis Brow.
Restiamo in contatto…
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Dahlia’s Journal_©Copyright 2026 – All Rights Reserved
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Nel cuore della ricerca progettuale contemporanea, Dahlia Studio firma il proprio spazio di lavoro con un gesto radicale e poetico: The Black Lodge, un flagship office che diventa manifesto della filosofia dello studio stesso.
Lo spazio si configura come un luogo raccolto, mistico e senza tempo, dove l’architettura non è solo esercizio tecnico ma diventa rito, esperienza, condensazione di idee e passioni.
Qui i progetti non si limitano a nascere: si forgiano, si plasmano, si affinano in un ambiente che restituisce al nero la sua dignità di colore totale, inclusivo e generoso, le visioni si esaltano nella materia cromatica del “Nero Dahlia”.
Qui non si celebra il design come prodotto di consumo, ma come esperienza culturale e relazionale, un terreno di confronto tra chi non si lascia imbrigliare dalle convenzioni.
Lo spazio oscuro e avvolgente invita alla concentrazione e al dialogo, alla ricerca di un senso che non si esaurisce nella forma ma si radica nella sostanza.
La cifra stilistica del progetto si fonda sul concetto di deep drenching, ovvero l’uso massivo e avvolgente del “Nero Dahlia”, un grigio/bruno scuro che permea pareti, arredi e superfici, creato appositamente per l’occasione.
Non un semplice colore, ma un vero e proprio campo percettivo che ingloba e comprime le cromie, restituendo al “nero” la sua dignità di “re dei colori”.
Il “Nero Dahlia” diventa così il medium attraverso cui lo spazio si trasforma in un contenitore di passioni architettoniche, un luogo che accoglie e amplifica la creatività.
In un ambiente dominato dall’oscurità, la luce non è mai neutra: è teatrale, indiretta, calibrata. Proiettori e tagli luminosi costruiscono scenari teatrali, illuminando plastici architettonici che diventano parte integrante del racconto. La luce non si limita a rendere visibile: scolpisce, rivela, nasconde.
Così, ogni progetto esposto nello studio si trasforma in rappresentazione, in frammento di un dialogo più ampio tra architettura e cultura. La luce, diventa strumento di confronto, un invito a guardare oltre la superficie.
La distribuzione interna si articola attraverso setti vetrati, che dividono gli spazi solo a livello spaziale e non visivo, favorendo una percezione fluida e continua.
Le librerie invisibili, integrate ai muri perimetrali e celate da pareti scorrevoli, dissolvono la presenza dell’archivio, rendendolo parte della struttura stessa. La conoscenza non invade lo spazio, ma vi si fonde, contribuendo alla sua essenzialità.
The Black Lodge non è uno studio nel senso convenzionale, ma un laboratorio di idee.
La sua oscurità non è negazione, ma condensazione; non è assenza, ma totalità.
In questo spazio, i colori si comprimono e si dissolvono, generando un’atmosfera che invita alla concentrazione, alla riflessione e alla creazione.
Un luogo che si sottrae al tempo e alle mode, per diventare simbolo di un pensiero progettuale che si nutre di intensità e profondità.
The Black Lodge è più di un semplice flagship office, è un manifesto architettonico, un’esperienza sensoriale che ribalta le convenzioni cromatiche e spaziali, trasformando il nero in materia viva e generosa, capace di accogliere e valorizzare la luce, le idee e le passioni di chi lo abita.
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Prima anteprima del nostro nuovo Flagship Office sito in Grottammare (Ap).
Prossimamente il progetto completo degli interni, in stile deep drenching
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Il progetto di restyling della Sunrise Mansion ha il fine di riconsiderare un imponente fabbricato anni Settanta composto da due piani fuori terra oltre un piano seminterrato, per un totale di circa mille metri quadri, con l’intento di rivisitarlo e ridisegnarlo in stile contemporaneo, più leggero e soprattutto sostenibile.
Altre novità riguardo la Sunrise Mansion prossimamente.
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The Edge,la villa panoramica di alto lusso che verrà edificata su un crinale nel cuore del Piceno, si presenta come uno spazio meta spaziale, dove l’outdoor si proiettata negli interni generando ambienti di luce e atmosfere con un alto livello di comfort visivo e funzionale.
Il concept del corpo di fabbrica non é stato concepito in modo autoreferenziale e formalmente distinto, ma viene plasmato dello studio degli spazi interni.
Così come la radice concettuale dell’esterno prende vita dallo studio preliminare dell’Interior con la creazione di volumi semplici ma articolati, anche lo spazio interno viene modellato e concepito dai sublimi scenari esterni che vanno a riflettere nei materiali e negli arredi, la semplicità naturalistica mista ad eleganza dei luoghi in cui sorge la Villa.
Lo studio paesaggistico delle aree che circondano l’edificio vuole anche esso far parte dell’atmosferizzazione dell’interno della casa, proiettando le lunghe ombre dei pinus pinea attraverso le ampie vetrate, che riescono anche ad intercettare i riflessi da sud,est e ovest, dei manti erbosi, degli arbusti floreali che mutano il loro colore secondo le stagioni, ma anche dallo specchio d’acqua che riproduce e raddoppia la vista panoramica della verdeggiante valle,moltiplicando in modo infinitamente frattale il Placido benessere sensoriale di The Edge Panoramic Luxury House.
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Il progetto di restyling dell’outdoor del Club23 mira alla valorizzazione e al potenziamento dell’identità del centro balneare, riproponendo le cromie del bianco e del giallo senape che vanno a rinnovare e rilanciare la sua brand identity.
L’ampio spazio esterno contenuto tra il volume che ospita il bar e il volume che accoglie il ristorante, viene tagliato in due parti da un vialetto pedonale che conduce gli ospiti dall’ingresso del lungomare alla spiaggia.
La posizione del vialetto genera una zonizzazione interna all’outdoor composta:
– da un salottino vista mare identificato da alti tavoli e alte sedute ideale per aperitivi al tramonto,
– un’area più ampia vicina all’ingresso composta da arredi adatti per soste più prolungate, pranzi e cene.
– il giardino interno preesistente viene mantenuto essendo un elemento identitario del Club 23
Il vialetto, il salottino verso mare e la sala ristorante, oltre alle varie sotto-aree dell’outdoor vengono collegate da un sistema di vasi che adornano e arricchiscono il complesso esterno.
La bicromia dei vasi:
-Bianchi (fissi) per accogliere le siepi floreali di agapanthus “navy blue”, kniphofie hybrida ‘Bees’ Lemon, Leucanthemum, oltre che per le grandi Cycadaceae;
-Giallo senape (amovibili), posti anche tra i tavoli, atti ad accogliere le varietà di Strelitziaceae,
creano dinamicità e versatilità di arredo nelle varie aree del grande outdoor.
Il design viene arricchito anche da importanti pannelli di design, lavorati con taglio laser,propongono un pattern grafico che viene riproposto in modo frattale anche tra i vari complementi di arredo, menu , stationeries.
Il progetto prevede anche un restyling illuminotecnico, con la sostituzioni di lampade da terra della serie “Atmosphere” collezione Karman, oltre all’utilizzo nei punti strategici dell’outdoor dei caminetti totem in bioetanolo, per offrire un’atmosfera distensiva e rilassante nelle ore notturne.
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Prime Still del restyling del Peacock Old Palace
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Prime still del nuovo locale targato Dahlia Studios: Afterlife – Disco Sauna Club – Nice (France)
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“Alga è una spiaggia, un beach bistrot, un ristorante, un cocktail bar. Ma Alga è soprattutto un luogo semplice e un lusso sussurrato”
Il progetto del restyling della concessione 75 sul lungomare di San Benedetto del Tronto è concepito con l’intento di sintetizzare e rendere design gli aspetti mediterranei e le peculiarità che il mare regala quotidianamente ai cinque sensi.
Le brezze marine, gli odori e i suoni soavi della spiaggia vengono enfatizzati dal design dell’interior e dell’outdoor, in modo discreto, sussurrando eleganza.
Gli ampi e morbidi tendaggi progettati per accogliere le brezze marine donano tranquillità, affiancate al movimento sinuoso e leggero delle piccole spighe delle siepi di stipa, dei pennisetum e delle cortaderie.
Arredi di alto lusso, collezione Varaschin contraddistinti da legni pregiati e dettagli in corda, l’utilizzo di rivestimenti delle collezioni punto up di Mutina ornano il bancone e il suo ripiano in legno di faggio selezionato, un elemento di alto design, grazie anche alla sua realizzazione customizzata.
Le lampade a sospensione Ali e Baba di Karman rendono l’ambiente unico, grazie anche ai fasci di luce indiretta nascosti e discreti, che riescono a rendere lo chalet, anche nelle ore serali, un gioiello di Quiet Luxury
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Trasformazione di un vecchio garage-officina meccanica in un loft su due livelli totalmente open space.
Il design studiato per combinare l’autenticità dei paramenti murari e dei pilastri originali con il nuovo arredo realizzato su misura.
L’utilizzo dei pannelli cannettati di palissandro e degli acciai cerati della scala e delle librerie iniettano nell’ambiente note di lusso, che vanno a contrapporsi con le fredde e grezze pareti dell’ormai ex officina.
Il caminetto centrale dona una centralità all’ambiente, affiancato alle poltrone sospese, crea un angolo di alto confort.
La scala che conduce al livello superiore apre alla zona notte totalmente sopraelevata e vetrata, anch’essa progettata mantenendo l’autenticità del passato, con un tocco di lusso e di modernità contemporanea.
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White Olive è un progetto di trasformazione e restyling di un vecchio attico situato ad Offida nel cuore del Piceno.
Lo stile vuole evocare le caratteristiche del luogo, l’uso del legno di Olivo commisto alle cromie sulla gamma dei bianchi creano atmosfere rilassanti e confortevoli.
La luce si moltiplica negli spazi interni e con le sue ombre morbide disegna la zona giorno che presenta contaminazioni brutaliste, con i pilastri volutamente lasciati in cemento a vista, che vogliono bilanciare la naturalezza dei legni dei pavimenti e dei complementi di arredo.
Il light design minimale è regolato dalle forme pure dei faretti e dei proiettori, oltre che dalle linee dei cavi di design anche essi volutamente a vista, per generare negli spazi interni un continuo scambio e una continua contraddizione stilistica, tra il naturale e l’artificiale.
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Trasformazione di una vecchia officina meccanica in un loft su due livelli totalmente open space.
L’ambiente totalmente rigenerato a livello di design gioca sulla dualità cromatica della cucina e del resto della zona giorno.
Il misticismo del colore Verde Inglese della zona living si sposa con il complementare rosa mattone chiaro della cucina, fondendosi con la matericità delle pavimentazioni in resina e dell’acciaio vivo.
Il caminetto centrale aperto su tutti i lati dona una centralità mistica all’ambiente, richiamando sensazioni boschive, dove il fuoco riesce a fondere gli esseri viventi con la natura che visivamente viene accompagnata all’interno del loft grazie alle ampie vetrate.
La pavimentazione in legno di rovere e gli arredi vellutati e morbidi vengono selezionati ad hoc per bilanciare lo stile e la freddezza delle resine e degli acciai.
La scala che conduce al livello superiore, progettata per narrare la simbologia dei tempi andati, va a ricordarci che un complemento di arredo può raccontare leggende e miti del folclore e del misticismo che da sempre l’uomo ha fantasticato assieme alla natura.
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