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*** NEWS *** Hygge 4 Houses

Hygge, una filosofia tipicamente scandinava, questo concetto ha a che fare con le emozioni e l’atmosfera, piuttosto che con gli oggetti in sé. Una definizione potrebbe essere “conforto dell’anima”.
Hai presente quando hai la sensazione di sentirti a casa e in pace con te stesso e con il mondo che ti circonda? Ecco, questo è il significato di hygge.
Se vogliamo parlare per immagini, chiudi gli occhi e pensa di essere seduto sulla tua poltrona preferita, davanti al camino acceso e con in mano una bella tazza di caffè. Questo è hygge!

Il concetto di questa parola non è tangibile e concreto, ma tangibile e concreto può esserlo il contesto che genera la sensazione hygge.

La Hygge 4 Houses è un progetto residenziale di quattro appartamenti compatti in un unico corpo di fabbrica.
Gli appartamenti di dimensioni di circa 75 mq cadauno sono progettati per ospitare quattro famiglie.
Spazi privati e spazi comuni convergono nel progetto in modo bilanciato per donare ad ogni alloggio la sua privacy, ma anche il suo spazio di convivialità tra i residenti della Hygge 4 Houses.

L’interno è progettato per regalare all’abitazione differenti “angoli Hygge”, spazi con un forte contatto con la componente naturalistica e panoramica esterna, spazi ricchi di confort.

L’impronta Hygge seppur di origine e di stile nordica, viene rivisitata con delle inclinazioni moderne, sia nelle cromie, nelle forme e anche nei dettagli esterni ed interni dell’abitazione.

Il verde esterno è composto da tre livelli di progettazione: il verde del lato nord, che vuole monumentalizzare e stilizzare la scala di ingresso ai piani superiori; il verde del cortile, moderno e protetto dall’ombra di una quercia da sughero, che funge da hotpoint per la socialità tra le famiglie residenti, e infine il verde esterno in stile inglese, che isola l’intero corpo di fabbrica dagli impulsi esterni, ma allo stesso tempo apre l’edificio verso il caratteristico panorama.

 

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Dahlia’s Journal_©Copyright 2022 – All Rights Reserved​​

*** NEWS *** A Casa da Angelo

Il progetto del restyling dell’outdoor del relais A Casa da Angelo, immerso nella natura e con una finestra privilegiata sul mare e sul panorama Grottammarese, si concentra principalmente nella riprogettazione degli spazi esterni e del bar a servizio della piscina.


Pur mantenendo uno stile rurale nei materiali, il nuovo volume ideato vuole essere parte integrante della progettazione esterna, così da connettersi con i vialetti, i terrazzamenti e con le pareti verdi che adornano il complesso.

Viene creato un nuovo sistema pedonale che connette i tre livelli del relais:

-il pianoro principale dell’agriturismo e delle camere da letto,
-il livello intermedio della terrazza verde posta sopra al nuovo volume edificato,
-l’ultimo livello più basso che accoglie gli spazi adiacenti alla piscina, spazi di puro relax immersi nel verde, dove il panorama fa da padrone.

I viali di connessione e gli spazi di sosta e ricreazione rappresentati dai pianori verdi vengono sfumati e interconnessi dalle pareti di ingegneria naturalistica e dalle zone cespugliate con essenze arbustive e arboree tipiche della macchia mediterranea.

Gli ulivi preesistenti vengono ri-valorizzati dal sistema del verde di piccola taglia, e dallo studio illuminotecnico che è strutturato per generare zone illuminate e zone d’ombra, quest’ultime importantissime per donare al contesto naturalistico una progettazione moderna, lussuosa, ma pur sempre al servizio del panorama e del contesto naturalistico ospitante il relais.


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*** NEWS *** Caiateam Garden

La stimolante sfida della progettazione del Caiateam Garden, ci ha permesso di sperimentare una dicotomia stilistica, innestata in un contesto ad alta densità edilizia, con l’intento di creare un’area verde a servizio degli uffici dell’omonima azienda.

Il traguardo è stato quello di realizzare un giardino al piano terra all’interno di un ambito urbano con una forte impronta edilizia, che vada ad ogni ora del giorno ad isolare coloro che godono di tale spazio.

Da quei nasce la dicotomia stilistica di utilizzare corten a taglio laser con grafemi stilizzati, per non rinnegare il contesto e lo stile urbano, abbinato ad un progetto del verde dal gusto orientale e zen.

Il punto cardine del progetto risiede nella fontana al centro del giardino che vuole ricreare il principio del tokonoma e della centralità negli interni giapponesi,  insieme alla concettualizzazione del Shishi-odoshi e dello Tsukubai.
In particolare viene ripreso e ri-stilizzato quest’ultimo principio che nella tradizione giapponese era volto a far sì che l’ospite che si accingesse a entrare nella sala da tè fosse pulito sia nel corpo che nella mente, tanto che i maestri allestivano un apposito giardino atto a rilassare lo spirito, mettendo a disposizione una brocca di acqua per lavare le mani.
Come dimostra la filosofia giapponese dello tsukubai, lo specchio d’acqua centrale posto all’ingresso del cuore del nostro giardino vuole pulire l’avventore di qualsiasi stress e contaminazione dello spirito, per donare preziosi minuti di pausa o momenti post-lavorativi di alto design, con un retrogusto di spiritualità orientale.

Il suono dell’acqua che sgorga dalla fontana di corten che riprende il principio del Shishi-odoshi è parte integrante della progettazione, così che la pianificazione uditiva va a completare il trittico sensoriale insieme alla progettazione visiva e olfattiva del Caiateam Garden.

Le silenziose barriere di bamboo, insieme allo studio del light design, attorniano gli spazi isolandoli dal contesto circostante che viene arredato soprattutto nella parte retrostante, dove troviamo un focolaio che permette di generare numerose situazioni di convivialità, ricca emotivamente e sensorialmente, dall’alto livello di design.

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*** NEWS *** The Edge (Architecture)

The Edge,la villa panoramica di alto lusso che verrà edificata su un crinale nel cuore del Piceno, si presenta come uno spazio meta spaziale, dove l’outdoor si proiettata negli interni generando ambienti di luce e atmosfere con un alto livello di comfort visivo e funzionale.

Il concept del corpo di fabbrica non é stato concepito in modo autoreferenziale e formalmente distinto, ma viene plasmato dello studio degli spazi interni.

Così come la radice concettuale dell’esterno prende vita dallo studio preliminare dell’Interior con la creazione di volumi semplici ma articolati, anche lo spazio interno viene modellato e concepito dai sublimi scenari esterni che vanno a riflettere nei materiali e negli arredi, la semplicità naturalistica mista ad eleganza dei luoghi in cui sorge la Villa.

 

 

Lo studio paesaggistico delle aree che circondano l’edificio vuole anche esso far parte dell’atmosferizzazione dell’interno della casa, proiettando le lunghe ombre dei pinus pinea attraverso le ampie vetrate, che riescono anche ad intercettare i riflessi da sud,est e ovest, dei manti erbosi, degli arbusti floreali che mutano il loro colore secondo le stagioni, ma anche dallo specchio d’acqua che riproduce e raddoppia la vista panoramica della verdeggiante valle,moltiplicando in modo infinitamente frattale il Placido benessere sensoriale di The Edge Panoramic Luxury House.




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DAHLIA – Morte, Miracoli e Vita

Come ciuffi d’erba a Leimert Park, siamo fermi da quasi un secolo vegliando accidiosi  sulla carcassa mefitica di quel che resta della Dahlia  riconciliatrice di tutte le arti…
L’Architettura dopo un secolo di stasi dogmatica, ripetitiva e meccanica, standardizzata,  industrializzata, senza più una minima traccia di arte nelle vene e privata totalmente di uno spirito edonistico, come la Dahlia che grida giustizia, vuole degna sepoltura, vuole risorgere!

La sua anima chiede vendetta verso coloro che con occhiali tondi, sigari fumanti  in bocca ed ego da star, seppero cavalcare come delle perfette valchirie, i prodotti più arditi dall’industria,  generando il vero ed unico paradigma del  XX sec.
Il suo spirito commisera  coloro  che autodefinendosi iconoclasti , dopo un secolo, continuano a martoriarla, preferendo un modello stilistico tanto sovversivo quanto dannoso, passato e fuori moda.

Johnsoniani, Lecorbuseriani, progettano, copiano e poi rinnegano i loro padri, i loro idoli, cercando di distaccarsi finalmente da essi, senza però il supporto delle idee e soprattutto del buonsenso, con la pervicacia di chi non impara la lezione dal passato.

Le Gabbie culturali sono servite, sono ben salde, le abitiamo credendole loft graziosamente arredati, puri, liliali … e BIANCHI!
Il fondamentalismo geometrico ci ha inglobati, non abbiamo reale identità, siamo una generazione di cloni, partoriti e ammaestrati nelle università gestite anch’esse da cloni.

Rimaniamo ancora fermi come i ciuffi d’erba a Leimert Park mentre la Dahlia continua a morire schiacciata dal prodotto vanaglorioso dei figli e dei nipoti dell’industria, dello standard e dell’onanismo.

Basterebbe poco per liberarci dallo schiavismo ideologico architettonico industriale, e tornare ad essere servi leali della Dahlia.

Basterebbe poco a “ruotare” ed osservare  da “differenti posizioni” come gli attuali paradigmi imposti, possano modificare, generando un modello nuovo, sano e che abbia fini adatti alla natura e all’uomo

 

La Dahlia non sarà più industria, la Dahlia non sarà più standardizzazione ed espressione dell’egotismo dell’ideatore…

La Dahlia risorgerà e sarà la riunificatrice delle arti, rispettando e distaccandosi totalmente dai passati paradigmi, con i soli fini edonistici, alessandrini e biofilici che l’uomo ha sempre abbracciato e per sempre esigerà.

 

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