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*** NEWS *** Regenyal Laboratories (Landscape)

La progettazione dell’outdoor e landscape design dei Laboratories Regenyal è stata ideata con il fine di rappresentare e rendere tangibile la filosofia dell’azienda nell’archetipo progettuale del verde e degli elementi architettonici.
Lo standard del Green Injections e l’alta tecnologia che caratterizza l’azienda viene trasposta e sintetizzata nel corpo di fabbrica e nello studio del verde, e del design degli esterni.
Gli elementi  verticali minimalisti della facciata, si equilibrano con la vivacità caotica della cascata verde di vinca minor, che con dinamismo cercano di raggiungere il viale acquatico simbolo di purezza, che affianca il visitatore dall’ingresso esterno fino alle porte della hall principale.
Il giardino centrale che affianca il parcheggio presidenziale, ospita il grande logo generato dall’alternanza di siepi di Phillyrea e dalle sedute che fanno da platea al giardino sotteso tra ai corpi di fabbrica.
Questo ultimo spazio verde, ideato per ospitare cene e ricevimenti all’aperto, è cintato su un lato da rampicanti di bouganville che dalle fioriere che affiancano il viale acquatico cercano di raggiungere il cielo sotto l’esplosione di numerose fontane d’acqua, e dall’altro lato da una grande parete a specchio che riflette la scena, raddoppiando gli effetti verdi di luci ed ombre.
Il light design è studiato per valorizzare la progettazione minimalista che mixa solidità e dinamismo al complesso, così da rendere la nuova sede dei laboratories Regenyal un ambasciatrice architettonica della filosofia tecnologica e green dell’azienda.

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Tesori Naturali: Briccole

In questa epoca in cui siamo più abituati a rivisitare le forme e gli stili passati, emulandoli e restylizzandoli, più che fondarne di nuovi, dove concetti come riuso sono impugnati come scudi dai designer, architetti, che strumentalizzano la parola “sostenibilità”; un’ottima idea finalmente in tema di vero riuso, si è avuta e tutt’ora è in fase di applicazione.
Le Briccole sono come quel oggetto ignorato per anni, nel fondo del baule, che un giorno scopri avere un grande valore, lo tiri fuori e non puoi più farne a meno.

Sono pali di rovere, fondamentali per la laguna di Venezia, utilizzati  da sempre per segnalare alle imbarcazioni le parti più profonde e navigabili senza rischi.
Le briccole hanno una vita che può andare dai 10 ai 20 anni, dopo di che vengono sostituite.
Oggi la laguna appare  ricca di questi pezzi di storia, simile ad una piccola foresta, vengono conservate o recuperate per un autentico riuso, un po’ come i fossili di Kauri in Nuova Zelanda.
Le Briccole come il Kauri rispecchiano la storia e la cultura dei rispettivi luoghi, permettendo oggi di essere utilizzate nella produzioni di arredi e nel design come veri e propri pezzi unici.
Fantastici disegni scolpiti sul legno di rovere, dalla fauna marina, con il tempo, temprate dalla salsedine, rendono ogni briccola o parte di essa, un pezzo d’arte naturale.

 

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*** NEWS *** La Granja (Interior Design)

Il progetto de “La Granja” nasce con lo scopo di generare una struttura ricettiva di alto comfort e design, pur mantenendo la sua vocazione originaria di fattoria immersa nella campagna fermana.
Lo studio degli interni per cui siamo stati incaricati, è stato ideato disponendo una zona giorno al piano terra e la zona notte al piano primo, avvicinate ad uno straordinario ultimo piano che ospita un’ampia suite con una mini spa a servizio della struttura.


La sala da pranzo e l’area soggiorno che caratterizzano il piano terra sono collegate da una hall che ospita un’elegante scala, che permette la salita ai piani superiori.
Il design è stato progettato con materiali tipici della tradizione rurale, rivisitati ed abbinati con arredi e cromie dal gusto contemporaneo, per donare agli spazi un’anima elegante, senza snaturare l’origine rurale del fabbricato.


Gli ampi camini tipici degli antichi poderi agresti, introducono nel piano terra l’atmosfera e la convivialità di questa nuova realtà ricettiva, che permette di godere di ogni suo spazio fino al secondo piano, dove un’elettrizzante suite abbinata ad un’attrezzatissima mini spa, promettono un soggiorno da sogno in un luogo che purifica il corpo e l’anima, dalla confusione e dagli impegni della contemporaneità!

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Il Nero

Spesso ci troviamo a rigettare ciò che le nostre convinzioni – e soprattutto convenzioni – hanno maturato nel tempo.
Il Nero simbolo del male, della morte e degli ultimi, contrapposto al bianco segno di purezza, divinità e luce!

E se ci stessimo sbagliando?

Cosa ci ha mai spinto a considerare il Nero come qualcosa di negativo?Quando si capirà che tutto è stato invertito?
Quando si comprenderà che se proprio dobbiamo trovare un significato nei colori, è che proprio il Nero quello più adatto a rappresentare il bene, la bontà e il tutto?

Il Nero è il tutto si!
Il tutto perché ingloba l’infinità dei colori dell’iride sotto un unico atto cromatico!
Il bianco al contrario è il vero vuoto la vera assenza di colore… Newton si sbagliava, e Goethe aveva ragione nella sua teoria del colore!

Il Nero poi sarebbe associato al male e il bianco al bene… Il male dispotico e accentratore che si contrappone al bene, accogliente e democratico… Eppure è proprio il bianco se affiancato ad altri colori li spegne accentrando tutto su sé stesso! Al contrario il Nero “accende” le cromie, se affiancato ai colori li valorizza e li rende più luminosi… Volete far “brillare” un oggetto che sia dipinto o fotografato? Non vi sfiancate a rendere la sua superficie più chiara o lucente, ma assicuratevi che l’intorno sia scuro, per contrasto l’oggetto splenderà… e se non è questa generosità cromatica non so cosa lo sia!

Infine ci hanno sempre inculcato che la luce (simbolo di vita e del divino) dovrebbe essere rappresentata dal bianco e l’oscurità dal Nero! Anche questo è stato invertito, in realtà la luce non è bianca (seppur è facile rappresentarla così).

La vera realtà è che il bianco è l’unico colore che tende proprio a respingere la luce. Il Nero al contrario, la luce l’accoglie in tutto il suo spettro cromatico e si fa riscaldare e si nutre di essa.

La verità sui colori non sarà mai completamente sviscerata dall’uomo, poiché la fisica, la chimica e la geometria cromatica sono state e saranno le materie più ardue da comprendere e teorizzare.

Una cosa è però certa e che se i colori potessero parlare, eleggerebbero il Nero come loro unico vero padre da venerare

[Stefano Piccinini]



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*** NEWS *** Tramps Super Loft (Interior Design)

Restyling totale del Tramps Super Loft, un appartamento di alto lusso e design a San Benedetto del Tronto.

La linea architettonica riprende lo stile dei loft statunitensi dove l’apertura di un unico grande spazio definisce la zona giorno, suddivisa solo visivamente da arredi minimali e liliali.

Il rapporto superfici finestrate e volume della zona living ci ha portato ad utilizzare un approccio progettuale di design “pulito” con toni chiari.
Anche il light design mantiene una linea moderna e pura, così da strutturare tutto il comparto illuminotecnico con stip led a luce indiretta, generando un ambiente con ombre morbide e luci artificiali omogenee.

La zona notta in contrapposizione con la zona giorno, è stata progettata con un design scuro ed elegante, per mantenere e valorizzare l’antico pavimento in legno.

 

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*** NEWS *** El Nido (Interior Design)

La sfida del Nido, una sfida ardua una sfida dove la committenza cercava la massima funzionalità e il massimo confort raggiungibile, per una casa di diciannove metri quadrati a piano (per tre piani).

Come si può sfruttare al meglio un ambiente cosi piccolo e avere tutti gli spazi che si hanno nelle ordinarie residenze che risultano almeno tre volte più grandi?

La soluzione progettuale che abbiamo ideato è stata quella di alienare  i complementi di arredo e fonderli con le componenti strutturali, così da creare un design compatto e flessibile.
Nel progetto in questione, un ruolo fondamentale lo ricopre la scala di design che riesce ad incorporare a livello funzionale e stilistico sia il tavolo da pranzo che il divano, avvalendosi di un gioco di incastri tra piani, dove le pedate dei gradini si trasformano appunto nel tavolo e nel sofà.

Questo approccio permette di generare uno spazio molto piccolo in cui tutte le funzioni si concretizzano, a dimostrare che non esistono case troppo piccole ma solo case mal progettate.
Il risultato è un ambiente originale, con un alto livello tecnologico, seppur a livello di design sono stati mantenuti alcuni dettagli tradizionali, tipici del centro storico dove sorge l’edificio.

Le cromie variano sui toni del bianco per sfruttare al meglio i rimbalzi di luce che provengono da un solo lato (di ingresso) avvalendosi anche dell’ausilio del lucernaio sopra alla scala di design, che permette di avere una diffusione luminosa degna di una residenza con una conformazione architettonica tradizionale.

 

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Agathis australis (Kauri)

La natura è fantastica, ci mette a disposizione materiali spesso meravigliosi.

Uno di questi  è il Kauri Neozelandese (Agathis australis), una conifera antichissima che oggi è ricercata dalle più grandi aziende mondiali che producono arredi in legno.

Alcune fonti datano le sue origini a circa 150.000 anni fa (Periodo Giurassico).
E’ considerato dagli esperti uno degli alberi più antichi al mondo, oltre che contendere il record della stazza, con le sequoie giganti californiane (può arrivare fino a 50 metri di altezza).
I Tronchi del Kauri sono coperti da una particolare corteccia color grigio-blu che ha la caratteristica di squamarsi in grossi fiocchi che si accumulano intorno alla base dell’albero. Questa particolarità lo rende molto resistente dagli attacchi dei parassiti e molto longevo, non a caso l’albero più grande e anziano della Nuova Zelanda è un Kauri di 1500 anni, alto 50 metri e con una circonferenza di 15 metri, chiamato il lingua Maori “Tane Mahuta” (“il re della foresta”).
La fortuna di avere questo materiale attualmente disponibile, è stata in gran parte fortuita, avendo subìto negli ultimi secoli una grande decimazione.
Da sempre utilizzato dai Maori per la costruzioni di barche, dal 1700 i coloni europei  hanno iniziato la sua deforestazione, abbattendo con soli due secoli circa 1,2 milioni di ettari di foresta. I marinai avevano capito che il legno di tale conifera era di altissima qualità per le imbarcazioni, soprattutto per i pennoni e per gli alberi delle navi.
La fortuna di averlo disponibile è data dalla seconda componente essenziale che la natura in questo caso ci ha messo a disposizione: il terreno Neozelandese.
Il particolare fango, ha sommerso i tronchi secolari e li ha mantenuti in uno stato di conservazione perfetta, per circa 50000 anni, grandi quantità di legno sono rimaste conservate nel sottosuolo, in assenza di ossigeno.  Oggi vengono scoperte vere e proprie miniere di Kauri, tronchi perfettamente conservati, freschi di taglio. La datazione al radiocarbonio accerta l’età dei legni di Kauri fossile, che può variare dai più “giovani” di 7000 anni, ai più antichi che arrivano perfino a 50000 anni di età.
La particolare bellezza di questo prezioso legno è data, oltre che dalla caratteristica colorazione, anche dalle venature ambrate, determinate dalla grande quantità di resina che caratterizza l’albero.

L’uso di questo materiale, molto in voga negli ultimi anni, lo ha reso popolare e molto ricercato dalle aziende produttrici di arredi in legno.
Fantastici e unici i tavoli in Kauri, che possono superare i 10 metri di lunghezza.
Un materiale tanto antico quanto innovativo,  che rispetta la natura, essendo estratto da piante cadute in epoche passate.
Un materiale raro che può anche dare grossi contributi in campi artistici differenti, non solo nel design.

 

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DAHLIA – Morte, Miracoli e Vita

Come ciuffi d’erba a Leimert Park, siamo fermi da quasi un secolo vegliando accidiosi  sulla carcassa mefitica di quel che resta della Dahlia  riconciliatrice di tutte le arti…
L’Architettura dopo un secolo di stasi dogmatica, ripetitiva e meccanica, standardizzata,  industrializzata, senza più una minima traccia di arte nelle vene e privata totalmente di uno spirito edonistico, come la Dahlia che grida giustizia, vuole degna sepoltura, vuole risorgere!

La sua anima chiede vendetta verso coloro che con occhiali tondi, sigari fumanti  in bocca ed ego da star, seppero cavalcare come delle perfette valchirie, i prodotti più arditi dall’industria,  generando il vero ed unico paradigma del  XX sec.
Il suo spirito commisera  coloro  che autodefinendosi iconoclasti , dopo un secolo, continuano a martoriarla, preferendo un modello stilistico tanto sovversivo quanto dannoso, passato e fuori moda.

Johnsoniani, Lecorbuseriani, progettano, copiano e poi rinnegano i loro padri, i loro idoli, cercando di distaccarsi finalmente da essi, senza però il supporto delle idee e soprattutto del buonsenso, con la pervicacia di chi non impara la lezione dal passato.

Le Gabbie culturali sono servite, sono ben salde, le abitiamo credendole loft graziosamente arredati, puri, liliali … e BIANCHI!
Il fondamentalismo geometrico ci ha inglobati, non abbiamo reale identità, siamo una generazione di cloni, partoriti e ammaestrati nelle università gestite anch’esse da cloni.

Rimaniamo ancora fermi come i ciuffi d’erba a Leimert Park mentre la Dahlia continua a morire schiacciata dal prodotto vanaglorioso dei figli e dei nipoti dell’industria, dello standard e dell’onanismo.

Basterebbe poco per liberarci dallo schiavismo ideologico architettonico industriale, e tornare ad essere servi leali della Dahlia.

Basterebbe poco a “ruotare” ed osservare  da “differenti posizioni” come gli attuali paradigmi imposti, possano modificare, generando un modello nuovo, sano e che abbia fini adatti alla natura e all’uomo

 

La Dahlia non sarà più industria, la Dahlia non sarà più standardizzazione ed espressione dell’egotismo dell’ideatore…

La Dahlia risorgerà e sarà la riunificatrice delle arti, rispettando e distaccandosi totalmente dai passati paradigmi, con i soli fini edonistici, alessandrini e biofilici che l’uomo ha sempre abbracciato e per sempre esigerà.

 

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