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*** NEWS *** Brushstroke House

La Brushstroke House nasce dall’idea di fondere insieme la tradizione architettonica lettone e il design contemporaneo, con l’intento di generare una forma che si modella con dinamismo verso il panorama e il lago.
Il concept iniziale riprende la forma originaria lineare dei due corpi di fabbrica, che in pianta sorgono parallelamente l’uno con l’altro.
Questi corpi vengono mutati e piegati così da donare ai lati corti del blocco architettonico, una vista privilegiata verso il panorama e il lago.

I DUE VOLUMI:
Il complesso si compone quindi di due corpi di fabbrica:
– Il corpo che ospita il painters’ worshop e il carpentry workshop, composto da un solo piano, e sorge più vicino al lago
– il corpo che ospita le due residenze composto da due piani, che sorge parallelamente dietro al corpo più basso.

LA PIANTA ARCHITETTONICA:
La pianta architettonica è stata ideata per posizionare gli spazi maggiormente vissuti dagli artisti, in adiacenza con il panorama, alimentando in tali spazi una forte componente visiva naturalistica.
Infatti secondo la nostra visione un artista non produce opere solo dentro al suo painters’ workshop, ma è più probabile che l’ispirazione venga negli attimi vissuti in casa, contemplando il panorama e la natura.
Per questo motivo le zone living delle due residenze, e il painters’ workshop hanno una vista totalmente vetrata e più possibile aperta verso il panorama.

[CONTINUA SUL PROGETTO]

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*** NEWS *** Olgiata Garden

Olgiata Garden è un progetto di landscape design realizzato nell’omonimo esclusivo quartiere dell’Olgiata nel Comune di Roma.

Il progetto vuole caratterizzare con stile e informalità mediterranea l’outdoor di circa tremila metri quadrati della Villa e delle sue pertinenze.
L’uso delle bordure cespugliate con essenze di perovskya, phillyrea, lentisco e buddleja ha permesso di creare una zonizzazione concreta ma architettonicamente elastica, così da sfumare le sotto-aree e la loro caratterizzazione e funzionalità.

l’hardscape e i percorsi pedonali si generano e si adattano alle curve create dalle bordure. La morbidezza è la parola d’ordine di un design del verde che vuole e deve contrapporsi e bilanciare le linee nette e decise dei volumi architettonici.

Anche a livello altimetrico si vanno a connettere le differenti quote del complesso mediante variazioni morbide del terreno  affidate quasi esclusivamente ad ampie sezioni di prato inglese che va anche ad avvolgere le zone che restano libere, delimitate dalle bordure di macchia mediterranea.

La piscina e i suoi gazebo annessi sorgono a sud-ovest della Villa, in una quota inferiore all’edificio principale, resa visibile dall’ingresso principale dell’abitazione ma protetta da essenze di Canfora e Lagerstroemia che commiste ai cespugli donano colore e vivacità.

Il settore più basso a livello altimetrico, sorge nella zona nord-ovest ben esposto alla luce solare è destinato ad un ampio impianto fotovoltaico, circondato da un prato rustico di minore manutenzione, reso quasi totalmente invisibile alla vista dalla villa e dalla piscina grazie ad una corretta progettazione dei declivi anch’essi cespugliati.

Le essenze arboree già presenti sul complesso sono state quasi tutte recuperate e valorizzate a partire dagli storici Olivi, dalle Magnolie e dal caratteristico albero di Feijoa vicino all’ingresso dell’abitazione.
In aggiunta al comparto arboreo originario sono state previste anche piante di Corbezzolo agli ingressi pedonale e carrabile, oltre ai tre simbolici cipressi d’ispirazione toscana, cari alla committenza dell’Olgiata Garden.

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*** NEWS *** Virtual Reality Regenyal Laboratories

Nuovo tour virtuale disponibile nella sezione VR.
I laboratori Regenyal sviluppati anche in realtà virtuale per far immergere i committenti nell’opera architettonica.
segui il link: http://dahliastudio.com/portfolio/wild-country-house-vr/
[vieni a testare la realtà virtuale nei nostri studi, ti aspettiamo]

 

*** NEWS *** Nike Country House

Nike Country House dove il verde vuole essere padrone della scena e imporsi in modo scenografico, abbracciando l’intero casale e i suoi numerosi annessi.

L’area di progetto totalmente car free, è composta da numerose strutture adibite a svariate attività: piccole suite, cucina esterna, veranda coperta per ricevimenti, eccetera.
Il progetto del landscape design è ideato per valorizzare queste strutture, oltre che generare nuovi spazi con caratteristiche uniche.

L’ingresso della tenuta, sul lato nord del casale principale si presenta subito con una pittoresca limonaia e successivamente con un esplosione di verde donato principalmente da un mix di prato rustico e profili cespugliati che delineano aree private coperte da aceri, che possono ospitare momenti di relax o piccoli spuntini celati e abbracciati dal verde.
Il lato a sud del casale presenta due strutture importanti per l’intero complesso, la veranda e la cucina esterna. Questi spazi sono stati concepiti come pavimentati totalmente per una migliore funzionalità, seppur circondati da fasce di verde con prato rustico o bordure, e verso sud con un bellissimo affaccio sulla piscina e sul panorama, parapettato da colonnine in stile rurale e da vasi rigogliosi di fiori.
La piscina che sorge ad una quota inferiore della veranda ancora più a sud di essa, si apre sul panorama ed è circondata dal verde con bordure cespugliate di macchia mediterranea e un morbido prato tappezzante fiorito sul lato lungo panoramico.
L’area a sud, al di sotto del complesso che si sfuma poi nel paesaggio è riservata ad un piccolo vigneto, che vanta una piccola ma eccellente produzione di vino proprio della Nike Country House.
Ad ovest del casale si sviluppa l’area più eclettica e culturale dell’intera tenuta, una serie di terrazzamenti coperti da pergole di rampicanti di vite sono destinati a vernissage o estemporanee di pittura e scultura, nonché altre attività culturali, per terminare scendendo verso sud in un ordinato e curato orto-giardino.

Tutto il complesso è circondato dal verde e abbraccia gli ospiti della country house toccando tutti e cinque i sensi. Le aree sopra descritte sono dotate di impianti sonori che diffondono musica rilassante che accompagna il comfort visivo e olfattivo della Nike Country House.

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*** NEWS *** Party Garden

Il landscape design del garden dell’omonima The Edge Luxury House,  nasce dalla fusione di caratteri tipici del giardino all’inglese in un contesto progettato in zone di interesse, tipiche del giardino all’italiana.

Il verde diventa un elemento di mediazione tra edificio e paesaggio.
L’apertura al panorama viene realizzata attraverso la presenza di belvedere e terrazze panoramiche, spazi progettati “all’italiana” sfumati però dalla presenza di bordi misti cespugliati, tipici del design “all’inglese”, che donano retrogusti informali, alla linearità generale del progetto.

La studiata confusione naturalistica dai bordi misti di ingresso, ha la doppia funzione di ammorbidire ed equilibrare le linee nette dell’edificio e allo stesso tempo – con il loro andamento decrescente – di svelare l’edificio ed enfatizzare il vialetto di ingresso, attirando il visitatore ad entrare.

La curiosità e la voglia di scoprire il giardino è un punto cardine del design del progetto il quale è composto da aree di interesse che attirano via via l’osservatore, il quale tenderà a muoversi scoprendo in modo graduale e naturale tutte le variegate aree focali del progetto:

-La terrazza panoramica verde ad ovest oltre ad occultare i parcheggi al di sotto di essa, ospita una scultura eclettica di arte moderna, creando paradossi estetici con lo stile naturalistico-formale del giardino
– Lo spazio sud, ospitante il solarium e la piscina apre al meraviglioso panorama piceno, diventa una piazza naturalistica che viene abbracciata e protetta dai due alberi di Celtis guardiani silenti e dalle bordure miste, oltre che dalle variegate colorazioni dei wildflowers tappezzanti, che variano di stagione in stagione.
– La piazza panoramica est, con un design formale, accoglie un ampio barbecue di design, punto d’interesse fondamentale in caso di feste e ricevimenti, una opera quasi scultorea che testimonia l’importanza della funzione che deve essere sempre legata all’estetica.

La necessità di scoprire il The Edge Garden, diventa sempre più coinvolgente via via che il visitatore si immerge nel progetto, fino a quando i più curiosi potranno godersi le numerose “nicchie” semi-nascoste, per godersi attimi di solitudine con il panorama e con il design della The Edge Luxury House

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*** NEWS *** The Edge Garden

Il landscape design del garden dell’omonima The Edge Luxury House,  nasce dalla fusione di caratteri tipici del giardino all’inglese in un contesto progettato in zone di interesse, tipiche del giardino all’italiana.

Il verde diventa un elemento di mediazione tra edificio e paesaggio.
L’apertura al panorama viene realizzata attraverso la presenza di belvedere e terrazze panoramiche, spazi progettati “all’italiana” sfumati però dalla presenza di bordi misti cespugliati, tipici del design “all’inglese”, che donano retrogusti informali, alla linearità generale del progetto.

La studiata confusione naturalistica dai bordi misti di ingresso, ha la doppia funzione di ammorbidire ed equilibrare le linee nette dell’edificio e allo stesso tempo – con il loro andamento decrescente – di svelare l’edificio ed enfatizzare il vialetto di ingresso, attirando il visitatore ad entrare.

La curiosità e la voglia di scoprire il giardino è un punto cardine del design del progetto il quale è composto da aree di interesse che attirano via via l’osservatore, il quale tenderà a muoversi scoprendo in modo graduale e naturale tutte le variegate aree focali del progetto:

-La terrazza panoramica verde ad ovest oltre ad occultare i parcheggi al di sotto di essa, ospita una scultura eclettica di arte moderna, creando paradossi estetici con lo stile naturalistico-formale del giardino
– Lo spazio sud, ospitante il solarium e la piscina apre al meraviglioso panorama piceno, diventa una piazza naturalistica che viene abbracciata e protetta dai due alberi di Celtis guardiani silenti e dalle bordure miste, oltre che dalle variegate colorazioni dei wildflowers tappezzanti, che variano di stagione in stagione.
– La piazza panoramica est, con un design formale, accoglie un ampio barbecue di design, punto d’interesse fondamentale in caso di feste e ricevimenti, una opera quasi scultorea che testimonia l’importanza della funzione che deve essere sempre legata all’estetica.

La necessità di scoprire il The Edge Garden, diventa sempre più coinvolgente via via che il visitatore si immerge nel progetto, fino a quando i più curiosi potranno godersi le numerose “nicchie” semi-nascoste, per godersi attimi di solitudine con il panorama e con il design della The Edge Luxury House

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*** NEWS *** Hygge 4 Houses

Hygge, una filosofia tipicamente scandinava, questo concetto ha a che fare con le emozioni e l’atmosfera, piuttosto che con gli oggetti in sé. Una definizione potrebbe essere “conforto dell’anima”.
Hai presente quando hai la sensazione di sentirti a casa e in pace con te stesso e con il mondo che ti circonda? Ecco, questo è il significato di hygge.
Se vogliamo parlare per immagini, chiudi gli occhi e pensa di essere seduto sulla tua poltrona preferita, davanti al camino acceso e con in mano una bella tazza di caffè. Questo è hygge!

Il concetto di questa parola non è tangibile e concreto, ma tangibile e concreto può esserlo il contesto che genera la sensazione hygge.

La Hygge 4 Houses è un progetto residenziale di quattro appartamenti compatti in un unico corpo di fabbrica.
Gli appartamenti di dimensioni di circa 75 mq cadauno sono progettati per ospitare quattro famiglie.
Spazi privati e spazi comuni convergono nel progetto in modo bilanciato per donare ad ogni alloggio la sua privacy, ma anche il suo spazio di convivialità tra i residenti della Hygge 4 Houses.

L’interno è progettato per regalare all’abitazione differenti “angoli Hygge”, spazi con un forte contatto con la componente naturalistica e panoramica esterna, spazi ricchi di confort.

L’impronta Hygge seppur di origine e di stile nordica, viene rivisitata con delle inclinazioni moderne, sia nelle cromie, nelle forme e anche nei dettagli esterni ed interni dell’abitazione.

Il verde esterno è composto da tre livelli di progettazione: il verde del lato nord, che vuole monumentalizzare e stilizzare la scala di ingresso ai piani superiori; il verde del cortile, moderno e protetto dall’ombra di una quercia da sughero, che funge da hotpoint per la socialità tra le famiglie residenti, e infine il verde esterno in stile inglese, che isola l’intero corpo di fabbrica dagli impulsi esterni, ma allo stesso tempo apre l’edificio verso il caratteristico panorama.

 

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*** NEWS *** Green Sunrise Garden

Il progetto del Green Sunrise Garden nasce per riqualificare l’outdoor di un casolare di nuova costruzione (progetto esterno non di nostra fattura), situato in un magnifico punto panoramico della campagna cuprense.
Il progetto si struttura su due fronti, il settore sud-est interessato da una buonissima illuminazione naturale e una favolosa vista panoramica, e il fronte nord-ovest più protetto e appartato.

Il lato sud-est del fabbricato è caratterizzato da ampie vetrate ed un portico, così da vantare un’area ombreggiata a ridosso dello spazio antistante che viene arredato da volumi regolari ospitanti erbe officinali e un piccolo estetico orto. I volumi sono perimetrati da muretti in pietra misto laterizio irregolari, riflettono la matericità delle pareti dell’abitazione e consentono la seduta.
La disposizione di questi orti volumetrici permettono di creare nei vuoti spaziali una sorta di piazzetta che vuole richiamare il contesto dei borghi rurali.

Nel lato est del giardino troviamo uno spazio alberato con cipressi e ulivi posizionati in ordine non regolare cosi da bilanciare l’equilibrio formale della piazzetta e degli orti del lato sud.
Questo spazio ombreggiato, funzionalmente e visivamente molto tranquillo è fiancheggiato ad est da una bordura irregolare di macchia mediterranea, che ospita essenze di lentisco, phillirea e perovskia blue spire. Poche essenze sapientemente abbinate dai botanici di Arte Verde Giardini, che affiancate alle specie di Verbena Bonariensis e di Buddleia conferiscono alla macchia mediterranea la facoltà di attrarre farfalle, le quali regalano tranquillo dinamismo a tutta l’area alberata.  

Il fronte nord-ovest è progettato con una funzione aggregativa. Essendo tale spazio non panoramico e meno illuminato del fronte principale, viene prevista una pergola francescana realizzata con pali di castagno atta ad ospitare una Vitis vinifera che permette la doppia funzione ombreggiante-estetica.

L’area ovest adiacente alla strada di ingresso viene resa architettonicamente più “fluida” alternando prati e siepi di bordura cosi da creare un filtro visivo con la strada pubblica.

Tutto il complesso architettonico e l’outdoor che circonda la residenza si trova ad un livello altimetrico più elevato rispetto alla strada di ingresso, per questo motivo il lato sud ed il lato ovest del giardino sono consolidati con muri di ingegneria naturalistica che vengono mimetizzati da una collezione di cespugli.
Proprio dal salto di livello sul lato sud, si genera un’area adibita a piscina che viene parzialmente circondata ed ombreggiata da ulivi ed essenze arboree mediterranee.
Quest’area che si trova ad un livello inferiore rispetto al giardino principale, viene connessa ad esso mediante tre scalinate realizzate con pali in legno e pedate rivestite da tappeto erboso, tutte circondate da macchia mediterranea e vivaci farfalle.

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La guerra del Nero e la proibizione del Rosa

Dopo aver fatto le nostre considerazioni sul “Nero” (leggi articolo: http://dahliastudio.com/nero/ ), oggi pubblichiamo un simpatico aneddoto, che il nero ha scatenato tra artisti di fama internazionale

Era il 2014 quando dalle pagine della rivista scientifica ACS-Applied Materials and InterfacesBen Jensen pubblicava il suo lavoro su Vantablack, l’allora materiale più scuro al mondo, in grado di assorbire il 99,965% della luce incidente.

Il Vantablack non nasce per scopi artistici, ma nasce come una sostanza prodotta dalla Surrey Nano Systems, sviluppata e brevettata dalla Nasa per scopi militari con prospettive di impiego nei settori aerospaziali e della difesa. Una sostanza che assorbe talmente tanta luce, tanto da impedire all’occhio umano di rilevare il tipo di ombre che aiutano il cervello a interpretare la forma di un oggetto: un pezzo spiegazzato di carta stagnola coperto con uno strato di questa vernice appare quasi completamente piatto.

Con la nascita di questo nuovo “estremo colore” entrò in gioco la figura di Anish Kapoor artista di fama internazionale, che nel marzo 2016 acquistò il brevetto del Vantablack, proibendone praticamente a tutti l’utilizzo.

Il fatto che lo studio di Kapoor fosse l’unico a poter usare questo nero creò molte polemiche nel mondo dell’arte: uno dei più critici fu l’artista britannico Stuart Semple che dichiaró:

Anish Kapoor è come quei bambini che alle scuole elementari non volevano condividere i colori con gli altri. E che presto finivano da soli e senza amici con cui giocare”. 

Oltre alla dichiarazione Stuart Semple decise di non stemperare la polemica, anzi rilanció, aprendo una vera e propria guerra del colore, commercializzando un nuovo colore estremo il Pinkest Pink, il rosa più rosa.

Ma attenzione: il colore di Semple poteva essere utilizzato da tutti, meno che da Kapoor. Anzi i clienti che sono interessati (tutt’ora) ad acquistare il nuovo colore sul sito di Stuart dovranno rilasciare una dichiarazione legale nella quale chiariscono che “non sono Anish Kapoor, non sono in nessun modo collaboratori di Kapoor, non stanno comprando il prodotto per Kapoor o in associazione con Kapoor”.

Fine della partita? 

Nemmeno per sogno!

A distanza di pochi giorni Anish Kapoor rispose sul suo profilo Instagram con una “semplice” foto del suo dito medio, immerso nel colore che gli era stato proibito… Il famigerato Rosa più Rosa.

Da qui nacque una vera e propria gamma di colori creata da Stuart Semple e proibita ad Anish Kapoor, gamma che comprendeva anche una versione ricreata del Vantablack, chiamato Black3.0, un acrilico nero molto opaco che comunque non superava il livello del Vantablack!

E allora alla fine da chi è stata vinta la guerra?

Noi diremo da entrambi, da Kapoor per aver ulteriormente rilanciato la sua fama artistica internazionale ma anche da Semple che ha cavalcato questa guerra per commercializzare massivamente la sua linea di colori (acquistabili facilmente sul suo sito)

Il vero estremismo del nero invece ha visto altri vincitori per lo meno fino ad ora!

Ad oggi, il primato che prima spettava a Vantablack, se lo aggiudica un nuovo materiale, ben 10 volte più scuro. Quest ultimo, per il momento denominato Blackest black, è costituito da nanotubi in carbonio allineati verticalmente (CNT) come Vantablack, ma cresciuti come fili d’erba su di un foglio di alluminio inciso al cloro. Blackest black è in grado di catturare al minimo il 99,995% di una qualsiasi luce incidente, ingannando la mente con una particolare illusione ottica.

In attesa di possedere e testare tutti questi colori, restiamo convinti che la vera guerra del nero non finisca qui!

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*** NEWS *** A Casa da Angelo

Il progetto del restyling dell’outdoor del relais A Casa da Angelo, immerso nella natura e con una finestra privilegiata sul mare e sul panorama Grottammarese, si concentra principalmente nella riprogettazione degli spazi esterni e del bar a servizio della piscina.


Pur mantenendo uno stile rurale nei materiali, il nuovo volume ideato vuole essere parte integrante della progettazione esterna, così da connettersi con i vialetti, i terrazzamenti e con le pareti verdi che adornano il complesso.

Viene creato un nuovo sistema pedonale che connette i tre livelli del relais:

-il pianoro principale dell’agriturismo e delle camere da letto,
-il livello intermedio della terrazza verde posta sopra al nuovo volume edificato,
-l’ultimo livello più basso che accoglie gli spazi adiacenti alla piscina, spazi di puro relax immersi nel verde, dove il panorama fa da padrone.

I viali di connessione e gli spazi di sosta e ricreazione rappresentati dai pianori verdi vengono sfumati e interconnessi dalle pareti di ingegneria naturalistica e dalle zone cespugliate con essenze arbustive e arboree tipiche della macchia mediterranea.

Gli ulivi preesistenti vengono ri-valorizzati dal sistema del verde di piccola taglia, e dallo studio illuminotecnico che è strutturato per generare zone illuminate e zone d’ombra, quest’ultime importantissime per donare al contesto naturalistico una progettazione moderna, lussuosa, ma pur sempre al servizio del panorama e del contesto naturalistico ospitante il relais.


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*** NEWS *** Caiateam Garden

La stimolante sfida della progettazione del Caiateam Garden, ci ha permesso di sperimentare una dicotomia stilistica, innestata in un contesto ad alta densità edilizia, con l’intento di creare un’area verde a servizio degli uffici dell’omonima azienda.

Il traguardo è stato quello di realizzare un giardino al piano terra all’interno di un ambito urbano con una forte impronta edilizia, che vada ad ogni ora del giorno ad isolare coloro che godono di tale spazio.

Da quei nasce la dicotomia stilistica di utilizzare corten a taglio laser con grafemi stilizzati, per non rinnegare il contesto e lo stile urbano, abbinato ad un progetto del verde dal gusto orientale e zen.

Il punto cardine del progetto risiede nella fontana al centro del giardino che vuole ricreare il principio del tokonoma e della centralità negli interni giapponesi,  insieme alla concettualizzazione del Shishi-odoshi e dello Tsukubai.
In particolare viene ripreso e ri-stilizzato quest’ultimo principio che nella tradizione giapponese era volto a far sì che l’ospite che si accingesse a entrare nella sala da tè fosse pulito sia nel corpo che nella mente, tanto che i maestri allestivano un apposito giardino atto a rilassare lo spirito, mettendo a disposizione una brocca di acqua per lavare le mani.
Come dimostra la filosofia giapponese dello tsukubai, lo specchio d’acqua centrale posto all’ingresso del cuore del nostro giardino vuole pulire l’avventore di qualsiasi stress e contaminazione dello spirito, per donare preziosi minuti di pausa o momenti post-lavorativi di alto design, con un retrogusto di spiritualità orientale.

Il suono dell’acqua che sgorga dalla fontana di corten che riprende il principio del Shishi-odoshi è parte integrante della progettazione, così che la pianificazione uditiva va a completare il trittico sensoriale insieme alla progettazione visiva e olfattiva del Caiateam Garden.

Le silenziose barriere di bamboo, insieme allo studio del light design, attorniano gli spazi isolandoli dal contesto circostante che viene arredato soprattutto nella parte retrostante, dove troviamo un focolaio che permette di generare numerose situazioni di convivialità, ricca emotivamente e sensorialmente, dall’alto livello di design.

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Il Nero

Spesso ci troviamo a rigettare ciò che le nostre convinzioni – e soprattutto convenzioni – hanno maturato nel tempo.
Il Nero simbolo del male, della morte e degli ultimi, contrapposto al bianco segno di purezza, divinità e luce!

E se ci stessimo sbagliando?

Cosa ci ha mai spinto a considerare il Nero come qualcosa di negativo?Quando si capirà che tutto è stato invertito?
Quando si comprenderà che se proprio dobbiamo trovare un significato nei colori, è che proprio il Nero quello più adatto a rappresentare il bene, la bontà e il tutto?

Il Nero è il tutto si!
Il tutto perché ingloba l’infinità dei colori dell’iride sotto un unico atto cromatico!
Il bianco al contrario è il vero vuoto la vera assenza di colore… Newton si sbagliava, e Goethe aveva ragione nella sua teoria del colore!

Il Nero poi sarebbe associato al male e il bianco al bene… Il male dispotico e accentratore che si contrappone al bene, accogliente e democratico… Eppure è proprio il bianco se affiancato ad altri colori li spegne accentrando tutto su sé stesso! Al contrario il Nero “accende” le cromie, se affiancato ai colori li valorizza e li rende più luminosi… Volete far “brillare” un oggetto che sia dipinto o fotografato? Non vi sfiancate a rendere la sua superficie più chiara o lucente, ma assicuratevi che l’intorno sia scuro, per contrasto l’oggetto splenderà… e se non è questa generosità cromatica non so cosa lo sia!

Infine ci hanno sempre inculcato che la luce (simbolo di vita e del divino) dovrebbe essere rappresentata dal bianco e l’oscurità dal Nero! Anche questo è stato invertito, in realtà la luce non è bianca (seppur è facile rappresentarla così).

La vera realtà è che il bianco è l’unico colore che tende proprio a respingere la luce. Il Nero al contrario, la luce l’accoglie in tutto il suo spettro cromatico e si fa riscaldare e si nutre di essa.

La verità sui colori non sarà mai completamente sviscerata dall’uomo, poiché la fisica, la chimica e la geometria cromatica sono state e saranno le materie più ardue da comprendere e teorizzare.

Una cosa è però certa e che se i colori potessero parlare, eleggerebbero il Nero come loro unico vero padre da venerare

[Stefano Piccinini]



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