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[…] Il nuovo fabbricato architettonico è un inno al grano, alla sua lavorazione e ai suoi prodotti.
Il grano diventa figura e parte integrante del progetto generando un’aura di sacralità intorno al suo valore simbolico.
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[…] The Fable non è semplice abitare, ma è un’esperienza di vita, perché la casa non deve essere un semplice spazio coperto dove esistere, ma deve ambire ad essere il teatro della nostra vita e dei nostri traguardi che l’arricchiranno. […]

[…] Tramite l’utilizzo della pietra in facciata e del tetto verde sulla copertura (realizzato mediante moduli prevegetati), la residenza avrà l’onere di apparire esternamente come un edificio tradizionale integrato con il contesto ambientale, ma allo stesso tempo, grazie alla particolare conformazione del design architettonico, donerà il massimo comfort all’abitazione. […]

[…] La prima creatura di Dio fu la luce, l’ultima l’uomo…
La Lightcatcher house è la residenza di chi vive la luce, uno spazio di circa 300 metri quadrati immerso nel verde e forgiato dalla luce.
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[…] Il progetto vuole fondere insieme le principali componenti dell’architettura sacra, tradotte in chiave contemporanea, originando spazi che combinano aspetti industriali e religiosi, dove il simulacro da onorare non è fisico, ma è l’insieme dei processi di lavorazione generati dalle fasi produttive. […]

[…] Il Greetings Gambian Arch nasce come arco di buon auspicio per un futuro di sviluppo e di crescita della Nazione, oltre che essere un augurio per l’anniversario dei 50 anni di indipendenza del Paese. […]

[…] L’abitazione che nasce ed esce dal terreno subisce una modificazione estetica e funzionale via via che si distende verso il boschetto che ospita l’edificio, così da passare da un involucro compatto e scuro (rappresentato dal legno carbonizzato in stile shou sugi ban), ad un involucro più conforme all’ambiente (descritto dalle assi di legno non trattate), terminando infine con il vetro che dematerializza l’involucro e crea un ambiente in totale simbiosi con il contesto naturalistico. […]

[…] L’edificio oltre a cercare un’integrazione perfetta con l’ambiente, individua un nesso simbolico con gli eventi distruttivi del sisma del 2016, attinenze iconiche che possano ridonare speranza ad una comunità che riesca a riconoscere la forza sismica distruttiva anche come un’opportunità di crescita e rinascita. […]

[…] La pianta dell’edificio, narra tutta la perfezione del triangolo equilatero, simbolo iconografico della trinità, di Dio e dell’occhio della provvidenza divina.
La seconda forma simbolica del progetto, l’iperbole, si palesa nella vista frontale dell’edificio.
I costoloni che svolgono il compito strutturale, modificano la loro conformazione creando una flessione generante l’iperbole, che nelle viste laterali del progetto varia dinamicamente ad ogni angolazione. […]

[…] I bassi costi di costruzione e i tempi di esecuzione rapidi permetterebbero inizialmente di creare moduli basilari (basic) accessibili a tutti.
Passata la crisi tali moduli potrebbero essere modificati ed ampliati senza minimamente compromettere il modulo base iniziale. […]

[…] L’idea architettonica infatti sfrutta il particolare design di fusione per innescare la componente naturalistica biofilica(*), elemento essenziale dello stile progettuale del Dahlia studios. […]

[…] Il design architettonico ha voluto fondere due stili abitativi agli antipodi, la tipica casa tradizionale e la residenza in stile modernista, per creare un unico innovativo design architettonico che può sfruttare i soli pregi degli stili menzionati. […]