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Varie sfumature di Giappone – What’s Izakaya?

L’ultimo locale in ordine temporale progettato dal nostro studio, attualmente in fase di ultimazione, sarà un Izakaya, una tipologia autentica di locale giapponese ad oggi ancora inconsueta da trovare nella nostra penisola (eccetto alcune eccezioni). Oggi in attesa che il progetto venga terminato e svelato vogliamo descrivere le caratteristiche principali che contraddistinguono un autentico Izakaya da un generico locale giapponese.

Il termine izakaya deriva dalle parole “I” per sedersi e “sakaya” per negozio di sake, quindi il termine si traduce approssimativamente in “seduto nel negozio di sake”.

Gli izakaya sono però molto più di un semplice bar giapponese: in Giappone vengono tradizionalmente serviti piccoli piatti per godersi l’alcol, che non sono in alcun modo inferiori ai piatti dei ristoranti giapponesi in termini di qualità e aspetto. Qui i viaggiatori possono provare varie delizie culinarie e farsi un’idea della cucina giapponese.

Per poter provare quanti più piatti possibili, di solito vengono servite piccole porzioni, che vengono condivise tra loro. Pertanto, gli izakaya sono spesso indicati come “tapas bar giapponesi”. 
In origine erano dei ristoranti rustici molto piccoli, spesso non più grandi di un accogliente soggiorno. All’inizio si trovavano principalmente nei quartieri popolari. I lavoratori si incontravano lì per concludere la lunga giornata bevendo e mangiando insieme. La sensazione del soggiorno e l’intimità si riflettono anche nel togliersi le scarpe, cosa non insolita in una lunga serata nell’izakaya.

Un izakaya tradizionale reso celebre dai film di Kill Bill, ad esempio, si può ammirare a Tokyo: il Gonpachi Nishi Azabu in stile Edo (Kill Bill vol1 – massacro degli 88 folli).

Tokyo - Gonpachi Nishi Azabu
Scena Kill Bill Vol.1

Il bar giapponese Izakaya sta godendo di una crescente popolarità non solo in Giappone, ma anche a livello internazionale. Da New York City a Berlino a Sydney, i pub giapponesi stanno aprendo, sia in design rustico tradizionale che in varianti moderne.
Per quanto riguarda il nuovo locale da noi progettato non resta che aspettare qualche altro giorno per svelarlo.

All rights reserved – Dahlia Studios ©Copyright 2023

Amore per i Dettagli – gli schemi di posa (Parquet)

Nella scelta dei parquet spesso i progettisti e i proprietari degli immobili si interessano solo all’essenza del legno e del suo colore, senza tener conto di un’altra componente fondamentale, lo stile di posa!
Come diceva Leonardo Da Vinci “I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio”, per questo motivo non vogliamo tralasciare niente e condividere alcuni stili di posa che preferiamo valutare e utilizzare nelle nostre realizzazioni.
Ricordando che non esiste uno stile bello o brutto, trendy o demodé, ma esiste solo il giusto stile di posa e la giusta essenza per la giusta idea progettuale che vogliamo creare.

Definiamo la nostra lista da non considerarsi come rigida, poiché può essere estesa a fusioni tra stili di posa o nuove composizioni originali:

Posa a “Tolda di Nave” anche detta “all’Inglese” è la più utilizzata e quella che realizzerebbero i posatori se non hanno direttive specifiche dagli architetti o dai committenti. Consiste semplicemente nel disporre i listoni o le assi in legno sfalsandole tra di loro in modo irregolare.

Lo stile a Spina pesce si differenzia principalmente in due tipologie apparentemente simili, ma stilisticamente molto differenti.
Lo stile a “Spina Pesce Italiana” è consigliato in ambienti di dimensioni ridotte, possiamo ricorrere a questo schema per far percepire più ampi gli spazi.
Oltre ad abbinarsi bene con un ambiente classico e raffinato, questo tipo di posa contribuisce, grazie alla ripetizione simmetrica ed alle diagonali che si creano, ad impedire una perfetta percezione dello spazio e delle dimensioni degli ambienti in cui ci si trova. Per questo gli ambienti risulteranno più grandi. 
La spina pesce italiana può anche evolvere in spina pesce doppia o tripla.

 

La “Spina traversa” o “Spina Pesce Ungherese” si differenza da quella italiana perché il taglio di testa del listello è realizzato con un angolo di 45° in modo da infondere al pavimento un aspetto più dinamico e schiacciato nella prospettiva.
Può evolvere anche in “Spina Pesce Ungherese Chiusa”, o in “Spina Pesche Ungherese con Fascia”

 

Spina Pesce Ungherese

 

La posa a “Cassero regolare” è un sistema di posa che consente di disegnare geometrie molto regolari e moderne. In questo caso dovremo utilizzare assi a larghezza e lunghezza costanti, che solitamente vengono disposte nel senso della lunghezza così che tutti gli incastri di testa corrispondano, in modo da formare righe alternate nella mezzeria o in posizione costante rispetto alle liste della fila precedente.
Gli si può donare un po’ più di dinamismo variando sulla variante “Elle”.

 

Lo stile “Dritto Accostato” seppur poco utilizzato è uno dei nostri preferiti poiché riprende lo stile di posa delle imbarcazioni di lusso, contraddistinte da questa posa che, se fatta come si deve, richiede listelli stretti e molto lunghi (anche fino a 180 cm di lunghezza). In questo modo ogni asse viene affiancato alla precedente a comporre una fila che sarà poi parallela alla precedente e alla successiva.
Risulta poco utilizzato soprattutto per l’elevato costo delle doghe che devono essere selezionate vista la loro lunghezza e necessitano anche di più complessa cesellatura. Non consigliamo l’uso di questa posa, adattandola con doghe che non rispettano la sopra espressa descrizione.
Due varianti meno pure ma più dinamiche di questa posa sono  il “Dritto Sfalsato” e  “Dritta Accostata Incrociata”.

Posa dritta accostata

 

Dalla posa da noi definita “Dritta Accostata Incrociata” si può variare in una posa a se stante, molto usata in contesti classici, stiamo parlando della posa “A Quadri” che si ottiene incrociando le doghe  di uguale lunghezza e larghezza in cluster alternati ruotando la direzione delle doghe di 90°.

Lo stile di posa “A Scaletta” e “A Scaletta Doppia” ha la particolarità di poter essere abbinata e combinata con altri stili di posa. In genere possono essere create delle fasce in stile “a scaletta” per interrompere l’andamento di pose più regolari in grandi spazi, o nelle zone di passaggio tra stanze. Adatta anche per perimetrare ampie stanze con un arredo classico o comunque ricco di dettagli.

 

Posa in opera parquet con posa "a scaletta" (a bordo) mista alla posa "Spina Pesce Italiana" e "A Tolda di Nave" (sotto la zona finestrata) - crediti Cizeta Parquet

 

Infine possiamo anche descrivere alcune pose più complesse ma molto utilizzate.

La posa “A Canestro” prevede un intreccio tra dei listelli che incorniciano un esagono centrale.
Il disegno vuole ricordare le trame dei cesti intrecciati a mano nella tradizione veneta.

Lo schema di posa “A Cubo” riprende il classico pavimento di molte chiese rinascimentali ed affascina per la capacità di generare una tridimensionalità mutevole, in base a come lo si guarda. 
Dalla composizione di tre rombi, ripetuti simmetricamente, emergono dei cubi tridimensionali, resi ancora più realistici dal gioco di venature del legno.

L’elegante motivo “A Intreccio”, tipico dell’arte medioevale, viene reso contemporaneo in questo schema di posa. Una volta posati, rettangoli e quadrati, danno vita ad una illusione ottica: dei nastri di legno che si intersecano sovrapponendosi e poi infilandosi sotto ad altri nastri. 

Possono esistere numerosi anzi infiniti stili di posa, questi da noi descritti sono quelli maggiormente utilizzati e proposti nei nostri progetti (vedi altri stili di posa nelle immagini seguenti).
Quello che importa è non tralasciare la scelta della posa, che risulta fondamentale insieme alla scelta del colore e al tipo di essenza, per donare un aspetto coerente con l’intero progetto di design dell’interno.

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Medoc, design: Michele De Lucchi – Listone Giordano
Slide, design: Daniele Lago – Listone Giordano
Carlo Apollo e i suoi parquet "Artistici"