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*** NEWS *** The Edge (Architecture)

The Edge,la villa panoramica di alto lusso che verrà edificata su un crinale nel cuore del Piceno, si presenta come uno spazio meta spaziale, dove l’outdoor si proiettata negli interni generando ambienti di luce e atmosfere con un alto livello di comfort visivo e funzionale.

Il concept del corpo di fabbrica non é stato concepito in modo autoreferenziale e formalmente distinto, ma viene plasmato dello studio degli spazi interni.

Così come la radice concettuale dell’esterno prende vita dallo studio preliminare dell’Interior con la creazione di volumi semplici ma articolati, anche lo spazio interno viene modellato e concepito dai sublimi scenari esterni che vanno a riflettere nei materiali e negli arredi, la semplicità naturalistica mista ad eleganza dei luoghi in cui sorge la Villa.

 

 

Lo studio paesaggistico delle aree che circondano l’edificio vuole anche esso far parte dell’atmosferizzazione dell’interno della casa, proiettando le lunghe ombre dei pinus pinea attraverso le ampie vetrate, che riescono anche ad intercettare i riflessi da sud,est e ovest, dei manti erbosi, degli arbusti floreali che mutano il loro colore secondo le stagioni, ma anche dallo specchio d’acqua che riproduce e raddoppia la vista panoramica della verdeggiante valle,moltiplicando in modo infinitamente frattale il Placido benessere sensoriale di The Edge Panoramic Luxury House.




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DAHLIA – Morte, Miracoli e Vita

Come ciuffi d’erba a Leimert Park, siamo fermi da quasi un secolo vegliando accidiosi  sulla carcassa mefitica di quel che resta della Dahlia  riconciliatrice di tutte le arti…
L’Architettura dopo un secolo di stasi dogmatica, ripetitiva e meccanica, standardizzata,  industrializzata, senza più una minima traccia di arte nelle vene e privata totalmente di uno spirito edonistico, come la Dahlia che grida giustizia, vuole degna sepoltura, vuole risorgere!

La sua anima chiede vendetta verso coloro che con occhiali tondi, sigari fumanti  in bocca ed ego da star, seppero cavalcare come delle perfette valchirie, i prodotti più arditi dall’industria,  generando il vero ed unico paradigma del  XX sec.
Il suo spirito commisera  coloro  che autodefinendosi iconoclasti , dopo un secolo, continuano a martoriarla, preferendo un modello stilistico tanto sovversivo quanto dannoso, passato e fuori moda.

Johnsoniani, Lecorbuseriani, progettano, copiano e poi rinnegano i loro padri, i loro idoli, cercando di distaccarsi finalmente da essi, senza però il supporto delle idee e soprattutto del buonsenso, con la pervicacia di chi non impara la lezione dal passato.

Le Gabbie culturali sono servite, sono ben salde, le abitiamo credendole loft graziosamente arredati, puri, liliali … e BIANCHI!
Il fondamentalismo geometrico ci ha inglobati, non abbiamo reale identità, siamo una generazione di cloni, partoriti e ammaestrati nelle università gestite anch’esse da cloni.

Rimaniamo ancora fermi come i ciuffi d’erba a Leimert Park mentre la Dahlia continua a morire schiacciata dal prodotto vanaglorioso dei figli e dei nipoti dell’industria, dello standard e dell’onanismo.

Basterebbe poco per liberarci dallo schiavismo ideologico architettonico industriale, e tornare ad essere servi leali della Dahlia.

Basterebbe poco a “ruotare” ed osservare  da “differenti posizioni” come gli attuali paradigmi imposti, possano modificare, generando un modello nuovo, sano e che abbia fini adatti alla natura e all’uomo

 

La Dahlia non sarà più industria, la Dahlia non sarà più standardizzazione ed espressione dell’egotismo dell’ideatore…

La Dahlia risorgerà e sarà la riunificatrice delle arti, rispettando e distaccandosi totalmente dai passati paradigmi, con i soli fini edonistici, alessandrini e biofilici che l’uomo ha sempre abbracciato e per sempre esigerà.

 

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